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		<title>Tra le righe. Esercizi di libertà in carcere</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Oct 2019 16:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ruber]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[project]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le righe. Esercizi di libertà in carcere, una giornata studio, promossa da Fondazione Sicilia, a cura di Acrobazie, Elisa Fulco e Antonio Leone. Giovedì 24 ottobre dalle ore 14.30 alle 18.30 presso Palazzo Branciforte a Palermo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>Tra le righe</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Esercizi di libertà in carcere</strong></h3>
<h3 style="text-align: center;" align="CENTER"><strong>24.10.2019</strong></h3>
<p class="p1">Si terrà a Palermo, giovedì 24 ottobre dalle ore 14.30 alle 18.30 presso <strong>Palazzo Branciforte</strong> a Palermo, la giornata di studio <em>Tra le righe. Esercizi di libertà in carcere</em>, promossa da Fondazione Sicilia, a cura di Acrobazie, Elisa Fulco e Antonio Leone. L&#8217;appuntamento, inserito nel progetto <strong>L’arte della libertà</strong>, in corso all’interno della Casa di Reclusione Calogero di Bona &#8211; Ucciardone di Palermo, vuole essere un&#8217;occasione di confronto tra esperienze accomunate dall’interpretare attivamente l’articolo 27 della Costituzione.</p>
<p class="p1">Dare i numeri per fornire indicatori chiari dei benefici generati dall’investimento in cultura e raccontare le più significative case history che utilizzano i linguaggi artistici all’interno delle istituzioni penitenziarie, sono i temi centrali dell’incontro, che intende la riabilitazione come momento di formazione e di crescita dei detenuti, mantenendo aperto lo scambio tra il dentro e il fuori.<br />
Partendo dai risultati emersi dalla ricerca Creare valore con la cultura in carcere condotta dall&#8217;Università Bocconi ICRIOS, in collaborazione con il Provveditorato Amministrazione Penitenziaria della Lombardia che ha mappato le attività trattamentali negli istituti di pena milanesi di Bollate, Opera e San Vittore, si rifletterà sugli impatti generati dall’investimento in cultura come fattore di “sicurezza” e di recidiva. Si parlerà di unicità e di replicabilità dei modelli che funzionano e del ruolo della creatività nell’avviare percorsi duraturi di cambiamento, con la speciale testimonianza di Armando Punzo. Per l’occasione, il regista e drammaturgo, fondatore e direttore artistico della Compagnia della Fortezza di Volterra, racconterà la sua esperienza trentennale coincisa con la sua recente autobiografia, <em>Un&#8217;idea più grande di me</em> (Luca Sossella editore) e con l’avvio del progetto formativo nazionale di teatro in carcere Per Aspera ad Astra.</p>
<p class="p1"><strong>Elisa Fulco</strong> e <strong>Antonio Leone</strong>, curatori del progetto L’Arte della Libertà, racconteranno insieme all’artista <strong>Loredana Longo</strong> e a <strong>Sergio Paderi</strong>, psichiatria dell’ASP, con la testimonianza dei detenuti, la metodologia adottata per generare condivisone tra il carcere e le istituzioni cittadine; <strong>Filippo Giordano</strong>, professore di Economia aziendale alla Lumsa di Roma e di Imprenditoria sociale alla Bocconi, presenterà i dati dell&#8217;investimento in cultura; <strong>Armando Punzo</strong> dialogherà con <strong>Daniela Mangiacavallo</strong>, regista teatrale all’interno del carcere Pagliarelli di Palermo, sul fare teatro nei luoghi di reclusione e sul perché il teatro renda liberi. <strong>Carlo Mazzerbo</strong>, direttore del carcere di Livorno e di Gorgona, si confronterà con <strong>Stefano Simonetta</strong>, docente di Storia della filosofia medievale presso la Statale di Milano e Referente di Ateneo per il sostegno allo studio universitario delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà. Partendo dalla domanda “Ne vale la pena? Raccogliere la chiave gettata via” rifletteranno sul modello Gorgona e sui trent’anni di battaglie per includere e formare i detenuti attraverso il lavoro, confrontandosi sul valore dell’insegnamento della filosofia nelle carceri milanesi.</p>
<p class="p1">La giornata si aprirà con i saluti istituzionali di <strong>Raffale Bonsignore</strong> (Presidente Fondazione Sicilia), <strong>Leoluca Orlando</strong> (Sindaco di Palermo), <strong>Salvatore Di Vitale</strong> (Presidente Tribunale di Palermo), <strong>Settimio Monetini</strong> (Direttore Ufficio Detenuti e Trattamento, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Sicilia), <strong>Luisa Leone</strong> (Magistrato Tribunale di Sorveglianza di Palermo), <strong>Giovanni Fiandaca</strong> (Garante detenuti Sicilia), <strong>Giovanna Re</strong> (Direttore Reggente Casa di Reclusione Calogero di Bona &#8211; Ucciardone), <strong>Antonella Purpura</strong> (Direttrice Galleria d’Arte Moderna), <strong>Giorgio Serio</strong> (Direttore Dipartimento Salute Mentale ASP Palermo) e <strong>Francesca Vazzana</strong> (Direttore Carcere Paglierelli Lo Russo di Palermo), le cui presenze sottolineano l’importanza di creare relazioni virtuose tra i diversi soggetti istituzionali e civili per aprire il carcere al territorio.</p>
<p class="p1">La giornata di studio <em>Tra le righe. Esercizi di libertà in carcere</em> è a ingresso libero, previa registrazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Ufficio stampa: Ada Tullo +39 3492674900 |<span style="color: #000000;"> <a style="color: #000000;" href="mailto:adatullo33@gmail.com">adatullo33@gmail.com</a></span></p>
<p><a href="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2019/10/banner.jpg"><img class=" size-large wp-image-902 aligncenter" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2019/10/banner-1024x579.jpg" alt="banner" width="710" height="401" /></a></p>
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		<title>Something Queer. Corpo, territorio di relazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 14:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ruber]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[project]]></category>
		<category><![CDATA[Abel Azcona]]></category>
		<category><![CDATA[Cantieri culturali alla zisa]]></category>
		<category><![CDATA[Gonzalo Orquín]]></category>
		<category><![CDATA[Rossumut]]></category>
		<category><![CDATA[Ruber Montini]]></category>
		<category><![CDATA[Seçkin Tercan]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia Queer 2016 International New Vision FilmFest]]></category>

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		<description><![CDATA[Sicilia Queer 2016 International New Vision FilmFest Sezione Arti Visive &#160; Something Queer. Corpo, territorio di relazioni Abel Azcona (Spagna), Ruben Montini (Italia), Gonzalo Orquín (Spagna), Seçkin Tercan (Turchia) a cura di Antonio Leone e Andrea Ruggieri Palermo, Cantieri Culturali]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i> </i><i> <img class="alignright wp-image-287 size-large" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/sq16_artivisive_somethingqueer_locandina_esecutivo-724x1024.png" alt="sq16_artivisive_somethingqueer_locandina_esecutivo" width="710" height="1004" /> </i></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><i>Sicilia Queer 2016</i></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><i>International New Vision FilmFest</i></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><i>Sezione Arti Visive</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><b>Something Queer. Corpo, territorio di relazioni</b></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Abel Azcona (Spagna), Ruben Montini (Italia), Gonzalo Orquín (Spagna), Seçkin Tercan (Turchia)</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">a cura di</span><span lang="it-IT"> Antonio Leone e Andrea Ruggieri</span></p>
<p><span lang="it-IT">Palermo, Cantieri Culturali alla Zisa </span><span lang="it-IT">/ Spazio Bottega n° 4 e ridotto del Cinema de Seta</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">29 maggio – 5 giugno 2016</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><b>Corpo, territorio di relazioni</b></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">di Antonio Leone e Andrea Ruggieri</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><em>Quattro artisti, che utilizzano medium diversi, dalla pittura alla fotografia, alla performance, per una narrazione corale sul corpo, sulle relazioni e sul desiderio. Una mostra che intende tracciare una riflessione intorno alla definizione della propria identità come azione che indaga la propria sessualità e così la propria intimità, come spazio relazionale, in cui la relazione, con l’amato, con l&#8217;altro o con l&#8217;oggetto del desiderio, si pone come premessa di ogni forma individuale di esperienza.</em></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">La relazione tra gli individui è oggetto unico della narrazione e, al contempo, dell’espressione artistica: la loro biografia, le loro passioni, la loro natura divengono soggetto dell’opera, prima con intento provocatorio, ora poetico, politico, estetico. </span><span lang="it-IT">Di queste relazioni quella sessuale è certamente la più potente, instaurata attraverso il corpo, nella sua accezione fisica o edonistica, ma anche attraverso lo sguardo o la memoria.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">L’esplorazione del proprio desiderio sessuale, delle proprie pulsioni, così come delle componenti feticiste o rituali legate al piacere, attiene al raggiungimento della coscienza di sé in quanto pieno possesso dell’intimità o immanenza del proprio essere corpo. </span><span lang="it-IT">La mostra apre così anche una riflessione sulla sessualità come modalità di analisi sul sé e costruzione dell’identità. Campo di indagine aperto in cui il corpo definisce</span><span lang="it-IT"> spazi </span><span lang="it-IT">di ricerca. Questa dialettica si determina quale territorio di relazione, in cui l’esplorazione del proprio desiderio è premessa per una sintesi di riconoscimento del sé e dell’altro. </span><span lang="it-IT">E così anche la </span><span lang="it-IT">sessualità, intesa come </span><span lang="it-IT">dialettica, </span><span lang="it-IT">come dimensione </span><span lang="it-IT">coestensiva dell&#8217;esistenza, </span><span lang="it-IT">che pur in relazione ad un oggetto del desiderio posto al di fuori di sé, svela i confini della nostra vita interiore.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">Se la definizione dell’identità (non solo sessuale) è il risultato di una costruzione socio-culturale e non un dato di natura, ciascun soggetto può opporre un’alternativa ai dispositivi eteronormativi che hanno tradizionalmente caratterizzato la dimensione della socialità. Ogni individuo può affermare la propria singolarità, la propria “diagonalità” ad una prospettiva maggioritaria e data per univoca. Una tale prospettiva può condurre con semplicità a travalicare non soltanto le consuete definizioni di genere, ma anche di cultura (intesa come dominante) e di natura (intesa come naturale).</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">In questo orizzonte, i lavori dei quattro artisti in mostra ci permettono di tracciare un percorso di definizione della propria identità come azione che indaga</p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"> la propria sessualità e così la propria intimità, come spazio relazionale, in cui la relazione, con l’amato, con l&#8217;altro o con l&#8217;oggetto del desiderio, si pone come premessa di ogni forma individuale di esperienza.</p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT"><strong>Abel Azcona (Spagna)</strong>,</span><span lang="it-IT"> la relazione da esplorare è quella con la madre da cui è stato abbandonato, prostituta e</span><span lang="it-IT"> musa di un’arte forse autobiografica che conduce l’artista stesso e lo spettatore in un mondo interiore, pervaso da lutti da elaborare e colpe da espiare, regredendo così allo stadio più vulnerabile della vita. Nelle sue </span><span lang="it-IT">performance, in cui condivide il proprio corpo e la propria intimità con un gran numero di uomini e donne, il sesso è, da un canto, strumento di riflessione sulla normativizzazione della sessualità, dall’altro, </span><span lang="it-IT">catarsi biunivoca, l’attivazione di un percorso individuale che si fa collettivo, che diviene contaminazione fisica e mentale.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">In </span><strong><span lang="it-IT">Ruben Montini</span> <span lang="it-IT">(Italia)</span></strong><span lang="it-IT">, la relazione è invece quella amorosa. Negli ultimi anni il suo percorso si è evoluto da posizioni più radicali e politiche ad altre più asciutte e concettuali, in cui si concentra maggiormente sulla creazione di immagini e meno sull’attivazione di processi sociali. Attraverso un racconto più intimo e poetico l’artista attiva emozioni, raccontando se stesso, e in tal modo la sua intimità diventa “azione” condivisa o da condividere. Se negli anni passati si tatuava sulla pelle la scritta “Frocio”, con tutte le implicazioni che questo atto possa avere, nei lavori più recenti Montini si concentra invece sulla sua relazione affettiva più intima, quella con il suo compagno. La condivisione di un abbraccio, l’elaborazione di una momentanea o prolungata separazione, un’incomprensione dovuta a piccole ma insormontabili differenze culturali divengono performance poetiche e ricami delicati nei quali è l’affermazione di una “normalità” – come egli stesso la definisce – a divenire carica detonante. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span lang="it-IT">Gonzalo </span></strong><span lang="it-IT"><strong>Orquín (Spagna)</strong>,</span><span lang="it-IT"> utilizza la pittura per creare una relazione con i soggetti rappresentati, fissa con mano abile ed esperta un attimo di tempo attraverso il ricordo che ne conserva. Tutto è ritratto dal vero, il soggetto, l’ambiente, la luce, gli oggetti vengono rappresentati come l’artista li ha voluti in quel dato momento, nulla lasciando all’immaginazione sua e dell’astante. Il corpo maschile viene dunque esaltato nelle sue accezioni estetiche per celebrarne l’erotismo come oggetto del des</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">iderio.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span lang="it-IT">La</span><span lang="it-IT"> ricerca di una sessualità più intimistica legata al feticismo del corpo (in questo caso maschile), in cui il desiderio sessuale è legato all&#8217;esplorazione del corpo (altrui), scevro dalla dinamiche del possesso, è alla base del lavoro di </span><strong><span lang="it-IT">Seçkin Tercan (Turchia)</span></strong><span lang="it-IT">. L’artista turco negli scatti in mostra indugia su parti anatomiche attraverso un formalismo classico che sessualizza il linguaggio fotografico.</span><span lang="it-IT"> La relazione con il soggetto / oggetto si declina nel desiderio primario di guardare che coincide con l’esplorazione del proprio desiderio sessuale, per offrire allo sguardo visioni sorprendenti al fine di innescare nuovi approcci estetici.</span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><b>Info evento:</b></p>
<p>Artisti: <span lang="it-IT">Abel Azcona (Spagna), Ruben Montini (Italia), Gonzalo Orquín (Spagna), Seçkin Tercan (Turchia)</span><br />
Titolo mostra : <span lang="it-IT">Something Queer. Corpo, territorio di relazioni</span><br />
Cura di: <span lang="it-IT">Antonio Leone e Andrea Ruggieri</span><br />
Produzione: <span lang="it-IT">Sicilia Queer 2016 International New Vision FilmFest</span><br />
Luogo: <span lang="it-IT">Cantieri Culturali alla Zisa</span> / Spazio Bottega n° 4 e ridotto del Cinema de Seta<br />
Opening: <span lang="it-IT">29 maggio ore 19.00</span> Durata: <span lang="it-IT">29 maggio – 5 giugno 2016 </span><br />
<span lang="it-IT">Orario:</span><span lang="it-IT"> dalle 16 alle 00</span><br />
Progetto Grafico: Donato Faruolo<br />
Progettazione allestimenti: Giuseppe Pulvirenti<br />
Allestimento esecutivo e produzione scenica : Alessandro Di Giugno<br />
Catalogo: <span lang="it-IT">Sicilia Queer 2016 International New Vision FilmFest</span><br />
In collaborazione con: ruber.contemporanea ; associazione Parterre Officine Sociali<br />
Si ringraziano : Galleria Rossumt, Roma<br />
Sponsor tecnico : VG Dance Wear<br />
Documentazione fotografica performance Roberto Boccaccino<br />
Info e contatti:<br />
UFFICIO STAMPA<br />
Giobannella Brancato<span style="color: #000000;">:<a style="color: #000000;" href="mailto:giobrancato@gmail.com">giobrancato@gmail.com</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/abel_azcona_la-calle_courtesy_galleria-rossumut/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/abel_azcona_la-calle_courtesy_galleria-rossumut-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="abel_azcona_la calle_courtesy_galleria rossumut" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/abel_azcona_voyeur_con-ivan-en-madrid-jean-baptiste-houng-abel-azcona_2014_-courtesy-galleria-rossmut-roma/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/abel_azcona_Voyeur_Con-Iván-en-Madrid-©-Jean-Baptiste-Houng-Abel-Azcona_2014_-courtesy-Galleria-Rossmut-Roma-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="abel_azcona_Voyeur_Con Iván en Madrid © Jean Baptiste Houng : Abel Azcona_2014_ courtesy Galleria Rossmut, Roma" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/ruben-montini-im-a-princess-2016-ph-ilan-zarantonello-oknostudio-courtesy-of-the-artist/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/Ruben-Montini-I’m-a-Princess-2016-ph.-Ilan-Zarantonello-OKNOstudio-courtesy-of-the-artist-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ruben Montini, I’m a Princess, 2016 ph. Ilan Zarantonello, OKNOstudio courtesy of the artist" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/r-m_ph-by-damian-noszkowicz-2015/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/R.M_ph-by-Damian-Noszkowicz-2015-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="R.M_ph by Damian Noszkowicz, 2015" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/seckin_tercan_untitled_5_2001/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/seckin_tercan_untitled_5_2001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="seckin_tercan_untitled_5_2001" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/seckin_tercan_total_part_6/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/seckin_tercan_total_part_6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="seckin_tercan_total_part_6" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/gonzalo-orquin_icaro_-2005_coll-privata/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/Gonzalo-Orquín_Icaro_-2005_coll.-privata-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gonzalo Orquín_Icaro_ 2005_coll. privata" /></a>
<a href='http://rubercontemporanea.it/site/something-queer-corpo-territorio-di-relazioni/gonzalo-orquin-the-joy-of-gay-sex-2015-cm-40-x-30-matita-e-ritaglio-su-carta-courtesy-gammalambda-ltd-london/'><img width="150" height="150" src="http://rubercontemporanea.it/site/wp-content/uploads/2016/05/Gonzalo-Orquín-The-joy-of-gay-sex-2015-cm-40-x-30-matita-e-ritaglio-su-carta.-Courtesy-Gammalambda-Ltd-London-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Gonzalo Orquín, The joy of gay sex, 2015, cm 40 x 30, matita e ritaglio su carta. Courtesy Gammalambda Ltd, London" /></a>

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